Vero è che quando pensiamo alle Vacanze, l'immagine che ci viene subito in mente è quella di un paio di gambe abbronzate in primo piano e sullo sfondo sabbia bianca e mare azzurro cristallino. Non vediamo l'ora di fissare la data delle ferie con il nostro datore di lavoro per iniziare la caccia alla miglior soluzione per un paio di settimane di meritato e dolce "non far nulla"! Ma i tempi cambiano, noi cambiamo ed anche il turismo: quanto ne sapete di slow tourism?

Ci sono tanti modi di viaggiare e tralasciando quelli immaginari della fantasia e del gusto, ce ne sono alcuni che sono poco conosciuti e poco praticati.
Solitamente le scelte che non sono di massa, risultano essere le più speciali capaci di lasciarci stupiti e ricordi profondi.
In questo speciale momento di riscoperta generale, il nostro lavoro di agenti di viaggio ci ha portato a riflettere su nuovi modi di "fare turismo", in particolar modo a come questo possa rialzarsi e soprattutto da dove poter cominciare.
La strada si teme sia ancora lunga, e per citare il famoso filosofo cinese Lao Tzu, dato che ogni lungo viaggio inizia sempre con il primo passo, cerchiamo di trovare quello giusto!

E' risaputo che il nostro Paese (Bel Paese all'estero!) offre qualsiasi tipologia di vacanza: partendo dal mare cristallino delle nostre isole, alle vette più alte delle nostre Dolomiti, passando per le terme (sparse un pò in tutta la penisola, non solo in Veneto!), non dimenticando la cucina con la quale noi italiani abbiamo un legame viscerale e che tutti nel mondo ci invidiano! Senza ovviamente tralasciare il patrimonio culturale delle nostre più belle città d'arte, innumerevoli da nominare tutte ma ugualmente importanti e bellissime, che fanno della nostra Nazione un vero e proprio scrigno prezioso, da maneggiare con cura.

La formula di vacanza che non tutti considerano ma che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede (a proposito di passi...) è quello della vacanza rurale o naturalistica: percorsi trekking o ciclistici, attraversate in barca (non solo in mare ma anche fluviale!) o in camper, soggiorni in fattorie quasi gratuiti in cambio di forza lavoro, condivisione dei prodotti e scambio di esperienze umane.
Ci sarà bisogno di ripartire dal movimento fisico, dallo stare in piccole comunità nella natura e all'aria aperta, e ci sarà bisogno di Fare qualcosa, di mettere in gioco le nostre capacità manuali e le nostre energie in questo periodo forzatamente assopite. Alcuni lo hanno definito "slow tourism", il turismo lento in contrapposizione a quello "mordi e fuggi" proposto da molte realtà che concentra in pochi giorni la visita del maggior numero possibile di attrazioni, con il risultato che di un'esperienza così ricca si porti a casa la confusione di non aver visto davvero nulla in particolare. Da qui la nascita di questa tendenza alla riscoperta del territorio nel rispetto della natura, valorizzando l’esperienza turistica di tradizioni locali, di persone che le abitano, di eco-sostenibilità, di sviluppo responsabile.

Proprio la città di Bergamo ospiterà a settembre la Fiera Internazione dell'Agri&Slow Tourism, sperando possa essere davvero un nuovo e diverso inizio.
Qui trovate tutte le info, per saperne di più: https://www.agritravelexpo.it/

Le proposte di viaggio a cui abbiamo pensato nel nostro territorio lagunare le trovate nel nostro stesso blog, a questo link (articolo a cura di Daniela Longo): scoprire la laguna veneta