Come organizzare al meglio la propria biancheria in un solo bagaglio a mano? Ce lo insegna Marie Kondo con il suo metodo giapponese del piegare la biancheria come fosse un origami, senza mancare di rispetto agli abiti a cui vogliamo bene.

Almeno una volta all'anno ci si ritrova a dover fare i conti con il proprio armadio. In questo periodo covid poi, nessuno è escluso!
Ricordavo d'aver comprato questo libricino dalla copertina bianca qualche anno fa, ma di non averlo mai letto con attenzione. Emanava serenità solo a vederlo esposto nello scaffale "letture per la mente".

Sapevo cosa trattava, ma una volta a casa gli ho dato il valore di un acquisto compulsivo a cui ogni tanto (troppo spesso in realtà) cedo quando mi trovo in una libreria. Credo sia l'odore della carta che mi azzera le difese, e quel crepitio di un libro nuovo appena aperto, come uno scrigno prezioso od un caminetto appena acceso davanti al quale prendersi un attimo di relax. Fatto sta che ha trovato un nuovo posto tra le mensole della mia scrivania ed è rimasto inosservato fino ad oggi.
Bene, vi presento Marie Kondo. Non so con esattezza che personaggio sia in Giappone, ma tra le scoperte di Netflix di questi giorni, ho ritrovato il suo visino sorridente alle proposte "docu-serie". In parole semplici, questa personaggia ha fatto del piegare la biancheria una vera e propria professione, andando porta a porta nel suo quartiere a riordinare gli armadi del vicinato. Diciamolo francamente: scema non è!

Ammettendo che anch'io un pò maniaca dell'ordine lo sono, e tralasciando tutta la sua filosofia che le cose hanno uno spirito e che dobbiamo rispettarle perchè inevitabilmente creiamo un rapporto d'affetto con loro, mi sono messa a rovistar cassetti peggio delle sorellastre di Cenerentola!

 

Interi pomeriggi chinata sul letto a piegare le T-shirt come fossero tramezzini, a rollare canotte e leggings come fossero involtini primavera e a piegare in quattro i calzini corti fino a ridurli poco più di un fazzoletto da taschino. Così, con la schiena piegata di una coltivatrice di riso dello Yuanyang, ho iniziato a pensare a quanta roba potrei portare in un bagaglio a mano invece di finire sempre per metterci dentro le solite robe comode, ma dai, piuttosto sciatte.
Non sono una che segue la moda né che tanto meno la rispetta, mi definisco "casual", raramente in ghingheri. Ma quando si viaggia si sa, si cambia pelle e le occasioni per mettersi "Quella Maglietta" piuttosto dell'altra che hai scelto di portare, ovviamente tutta spiegazzata e neanche troppo nuova, si affacciano come palcoscenici da sfilare a testa alta.

Insomma, il sushi-metodo della nostra Maria non è poi così male.

Dato poi che del bagaglio a mano bisogna rispettarne le dimensioni e la quantità di liquidi, ma non il peso massimo. Se lo carichiamo a tetris arrivando ai 500 chili poco importa alle hostess: affari tuoi, devi arrangiarti a "sistemarlo" nell'apposita cappelliera manco avessi i muscoli di Mastro Lindo!

Perciò, con la promessa di provvedere anche a rassodare i bicipiti in attesa di nuovi viaggi da affrontare, condivido di seguito quanto ho da poco appreso dalla nuova amica:

- la docu-serie di Netflix: Marie Kondo ti riordina casa
- un vero e proprio corso online (e gratuito) su come piegare magliette, felpe, pantaloni e calzini (anche quelli spaiati!)
- il tutorial più importante per chi è in viaggio: come si prepara una valigia con dentro mezzo armadio!

Ed infine, qui trovate il suo sito: https://konmari.com/
Io le voglio già bene, e voi?