Avevo scritto questo post un anno fa, al mio rientro da un long week end londinese. Una capitale che se non ami la prima volta, non è detto che non te ne innamorerai la seconda. Ti lascia sempre una "second chance", perchè come un camaleonte lei cambia pelle ogni volta che la vedi e tutto potrebbe succedere... Torneremo a viaggiare, andremo di nuovo a trovare i nostri amici all'estero: in Austria, in Inghilterra, in America, in Spagna! Ci vorrà del tempo, forse più di quello che ci aspettiamo, ma torneremo... chissà come sarà cambiata Londra nel frattempo!

Se c'è una fortuna nella fuga dei giovani italiani all'estero è che, potenzialmente per chi resta in Italia, gli amici da andare a trovare per le vacanze o per un fine settimana fuori porta, sono sempre di più.

Scommetto che (quasi) ognuno di noi ha un amico che si è trasferito a... Londra!

Questa città è enorme da subito, caotica, colorata e grigia allo stesso tempo, di corsa ma con moderazione, ci trovi mille profumi di spezie ma puzza di fritto e di sudore, calpestata da miliardi di piedi (con qualsiasi tipo di scarpa) ma regale e dorata, come la regina che la abita.

Insomma, è tutto ed il contrario di tutto.

E' una città che in tutta la sua grandezza, è capace di farsi vicina e strizzarti l'occhio, soprattutto se sei italiano.

Ha negozi enormi, che non basta una giornata intera per scoprirne tutte le curiosità, e poco più avanti incontri piccoli chioschetti, rigorosamente etnici, dove puoi cercare qualsiasi cosa e... trovarla! Ha grattacieli di vetro che si alternano, come una cornicetta dei quaderni delle elementari, a villette a schiera bianche dal tetto spiovente e dalle finestre rigate di legno, nascoste da grosse tende di velluto.
Lo skyline della città è così: dall'alto al basso in continuazione, non sai mai dove poggiare lo sguardo, dove soffermare le narici, in quale altro odore e sapore soffermarsi, cosa accarezzare, se il marmo di St. Paul’s Cathedral o l’erba fresca dell’Hyde Park.

Impossibile non trovare la propria dimensione in questa città: ce n’è per tutti i gusti. Difficile trovare pregiudizi o ironia spiccia. Così come convivono mille colori stonati, abiti indossabili, gusti inavvicinabili, Londra accoglie davvero qualsiasi razza, pelle, religione, credo. Tutti diversi, diversissimi, ma non per questo necessariamente in contrasto.
Forse è anche per questo motivo che trovo Londra particolarmente Avanti. Non per la moda o per l’avanguardia che ha da sempre nella sua storia, ma perché sa fare del suo menefreghismo, della sua indifferenza -sotto un certo punto di vista-, la sua carta vincente. Se da un lato ci si può sentire solo una goccia nel mare delle persone che la popolano, insignificante e senza valore, dall’altra offre un’inappagabile libertà d’essere, di fare, di osare, di provare e di tollerare.

Sono arrivata a questo ennesimo contrasto passeggiando per i mercati londinesi, Covent Garden, Notting Hill, Portobello Road e l’incredibile Camden Town, dove mi sentivo nessuno e tutti (o solo veramente io) nello stesso momento.

Le difficoltà per sopravvivere e addirittura emergere, non sono poche a Londra, anzi, forse di più che in Italia. Ma nel mio soggiorno londinese ho conosciuto gente speciale, dotata, con tante possibilità che anche se piccole, pur sempre ricche di entusiasmo e coraggio. Mi hanno ricordato che viaggiando, i propri sogni si percepiscono quasi raggiungibili da realizzare. L’entusiasmo per il cambiamento, fuori casa, è quasi naturale. Non so se sia una mia percezione, sul volo di ritorno lato finestrino, ma ad ogni atterraggio in patria concludo sempre che viaggiare fa bene, spostarsi dalla propria quotidianità e fare altro per un po’, vedere altro, ci fa sentire parte di qualcosa di più grande, ci fa sentire parte di una città come Londra, che anche se non ci appartiene, potrebbe sempre accoglierci un giorno o l’altro.