Quando penso a Lisbona, i miei sensi la associano al colore dei suoi occhi e al profumo del bacalau alla griglia. Prima di allungare lo sguardo al suo orizzonte di mare, mi rivedo piccola in mezzo alle sue vie percorse da tram, con il naso all'insù, circondata da case fatiscenti e piene di fascino. Ad alcuni la sua decadenza potrebbe sembrare povera, ma per me è esattamente la sua più caratteristica ricchezza.

Lisbona in autunno è solare, estiva, calda, colorata! Si affaccia sul Tejo, un fiume ampio 17 chilometri che sembra in realtà, un mare!

Il ponte Vasco de Gama lo attraversa da una sponda all'altra, collegando l'aerea commerciale del nord della città alle spiagge preferite dai lisbonesi! Dall'Oceanario (uno dei più grandi d'Europa) alle onde vere dell'oceano, occasione d'oro per gli appassionati del surf!

Lisbona e' un' accozzaglia di tetti rossi, di odori speziati e di acqua, di bacalau e pini. E' un mosaico di azulejos (piastrelle tipiche dello stile manuelino, d'influenza araba, dipinte a mano) e di persone. Gli stessi celeste e verde che tocchiamo sui muri delle case di cui sono ricoperte, li ritroviamo negli occhi dei lisbonesi, creoli nella pelle e nella cultura, punto d'incontro tra le credenze celtiche del nord Europa e quelle più appassionate del mondo arabo.

Vivere la città è, soprattutto, guardare le persone: pelle scura, occhi chiari. Tranquillità nei gesti, disponibili alla chiacchera, accoglienti ma non invadenti.

Lisbona è così: ospitale all'ombra di un pino, generosa di natura e di occasioni, aperta verso l'infinito senza perdere l'attenzione al presente.

Seduta sulle mura del castello di Sao Jorge, ammiro il panorama e penso a questo: una capitale europea pressochè sconosciuta... che peccato!

Il tenore di vita non è dei più alti, ci sono molte persone che nella via principale del centro storico, l'Avenida de Libertade, ti chiedono l'euro e magari ti insultano pure se non glielo concedi. Ma la curiosità che Lisboa ti mette addosso nel volerla scoprire e' qualcosa di unico.

Concedendomi un po' di shopping da turista, mi accorgo che per voler evadere dai soliti H&M e ZARA, o Intimissimi e Calzedonia, ci sono le piccole botteghe di vestiti usati, le "pastelerie" tipiche per un caffè con dolcetto (ce ne sono di buonissimi, al formaggio dolce, alla cioccolata, alle amarene... a noi gli spriz, a loro la pasticceria!), le ragazze laureate in ingegneria che si inventano bellissime borsette e astucci con materiale di riciclo per vivere e superare la crisi. Le espongono e le vendono fiere per le vie del centro storico, senza insistere, ma semplicemente spiegandoti il loro lavoro. Io ho scelto un astuccio fatto con la carta di caffè, cucito a mano: indistruttibile! Bellissimi anche i porta matite ricavati dal tubetto di dentifricio Colgate: ammirevole l'ingegno!

La creatività di Lisbona è radicata nella società tanto quanto il bacalau nei menu turistici: grigliato o condito, non vi deluderà mai! Accompagnato da un fresco vino verde, unico del Portogallo, prodotto al nord e venduto in tutto il Paese. E come primo piatto, le zuppe di pesce, le sopas do dia, sono a 1 euro e cinquanta! 

Annusare Lisbona e sentirla sotto le suole delle scarpe, ti fa sentire meno turista e più cittadino europeo. Per un attimo ci si dimentica dei problemi del proprio Paese e ci si immerge nella realtà del tuo vicino di casa, lo studi, lo scopri e condividi lo stesso orizzonte.